J. M. De Eça de Queirós

José Maria de Eça de Queirós (1845-1900), dopo una laurea in giurisprudenza, intraprese la carriera diplomatica, che lo portò a Cuba, in Inghilterra e infine, nel 1889, a Parigi. Proprio questa esperienza internazionale, e il contatto con gli scrittori e i movimenti d’avanguardia, gli permisero di affrontare i problemi politici e culturali del Portogallo in una prospettiva europea. Fra le sue opere maggiori, che lo hanno fatto considerare il maggior esponente del realismo portoghese, ricorderemo in particolare i romanzi: Il mandarino (1880), La reliquia (1887), I Maia (1888), L’illustre casata dei Ramires (1897).